Ogni anno, il 30 settembre, si celebra la Giornata Mondiale della Traduzione, un appuntamento dedicato ad una professione che da secoli accompagna l’umanità nel suo tentativo di comunicare oltre i confini delle lingue e delle culture.
Ma come è cambiato il modo di tradurre nel corso del tempo?
Dalle prime traduzioni realizzate a mano fino all’intelligenza artificiale, la storia della traduzione è anche la storia dell’evoluzione della comunicazione. Un percorso fatto di cultura, tecnologia, innovazione e importanti riconoscimenti professionali.
Perché si celebra la Giornata Mondiale della Traduzione?
La data del 30 settembre non è causale. Coincide con la festa di San Girolamo, traduttore della Bibbia dal greco e dall’ebraico al latino e tradizionalmente considerato il patrono dei traduttori.
La ricorrenza ha assunto una dimensione internazionale nel 2017, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 71/288, riconoscendo il ruolo dei professionisti linguistici nel favorire il dialogo, la comprensione e la cooperazione tra i popoli.
La Giornata Mondiale della Traduzione è quindi un’occasione per ricordare quanto la comunicazione multilingue sia importante nella cultura, nella scienza, nell’economia, nella diplomazia e nelle relazioni internazionali.
La storia della traduzione: le principali milestone
La traduzione ha una storia molto lunga, ma alcune tappe hanno contribuito più di altre a trasformare il modo di lavorare dei professionisti linguisti.
1. Dalle traduzioni manoscritte alla professione moderna
Per secoli, tradurre ha significato lavorare con manoscritti, libri e documenti utilizzando strumenti estremamente semplici. Il traduttore era soprattutto un mediatore culturale che conosceva la lingua di partenza e quella di arrivo e comprendeva la cultura, la storia e il contesto del testo.
Con la diffusione della stampa e l’espansione degli scambi culturali commerciali, la traduzione si è trasformata progressivamente in una vera attività professionale.
2. 1954: il computer entra nella storia delle traduzioni
Una delle prime grandi svolte tecnologiche arriva nel 1954, con l’esperimento Georgetown-IBM, una delle prime dimostrazioni pubbliche di traduzione automatica attraverso un computer.
Il sistema era estremamente limitato rispetto agli strumenti che utilizziamo oggi, ma dimostrò una cosa rivoluzionaria: una macchina poteva elaborare automaticamente il passaggio da una lingua ad un’altra.
Era l’inizio di un percorso destinato a cambiare profondamente il settore.
3. Anni ‘80-’90: arriva la rivoluzione digitale
Con la diffusione dei personal computer, il lavoro del traduttore cambia nuovamente. Nascono e si sviluppano gli strumenti di Computer-Assisted Translation, o CAT, insieme alle memorie di traduzione e alle banche terminologiche.
Il traduttore può così recuperare traduzioni precedenti, creare glossari personalizzati e mantenere una maggiore coerenza terminologica anche all’interno di progetti molto complessi.
La tecnologia non sostituisce il professionista: diventa progressivamente uno strumento di supporto al lavoro umano.
4. Anni 2000: Internet cambia il modo di comunicare
Con internet la quantità e varietà dei contenuti da tradurre cresce rapidamente. Siti web, e-commerce, software, documentazione tecnica, materiale marketing e comunicazione aziendale diventano parte integrante del lavoro dei professionisti linguistici.
Nascono nuove esigenze, come la localizzazione dei siti web, l’adattamento culturale dei contenuti e la gestione multilingue della comunicazione digitale.
Dalla traduzione automatica all’intelligenza artificiale
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una nuova e rapidissima trasformazione.
La traduzione automatica neurale, gli strumenti di post-editing e, più recentemente, l’intelligenza artificiale generativa hanno modificato profondamente il modo in cui vengono affrontati molti progetti linguistici.
Oggi una macchina può produrre in pochi secondi una traduzione che, in numerosi contesti, può rappresentare un utile punto di partenza.
Ma velocità non significa automaticamente qualità. Un testo può essere grammaticalmente corretto e, allo stesso tempo, non essere adatto al contesto, al settore o al pubblico a cui è destinato.
Per questo motivo continuano ad essere fondamentali competenze come:
- conoscenza approfondita delle lingue
- appropriatezza terminologica
- comprensione del contesto
- sensibilità culturale
- capacità di adattare tono e stile
- controllo della qualità
- revisione e validazione dei contenuti
Il ruolo del professionista linguistico sta cambiano. In futuro oltre che traduttore sarà sempre più revisore, consulente linguistico e supervisore della nuova tecnologia.
Quale sarà il futuro della traduzione?
Se si guarda al futuro, una domanda diventa sempre più interessante: che cosa significa essere traduttori in un mondo in cui la tecnologia può tradurre milioni di parole in pochi secondi?
Prevedere esattamente come sarà il settore tra dieci anni è impossibile. Possiamo però osservare alcune tendenze già in corso. La tecnologia continuerà a rendere la traduzione più veloce, automatizzata e integrata nei processi aziendali. Gli strumenti di intelligenza artificiale potranno assistere i professionisti nella ricerca terminologica, nella traduzione, nella gestione di grandi volumi di contenuti ma la tecnologia non elimina la necessità “umana” irinunciabile di comprendere il significato.
Tradurre non vuol dire semplicemente trasformare parole da una lingua all’altra. Significa trasferire in modo appropriato dati, valori, intenzioni e culture.
È forse è proprio questo il significato più profondo della Giornata Mondiale della Traduzione.
Prontomondo: esperienza e innovazione al servizio della comunicazione
Da oltre quarant’anni Prontomondo accompagna organizzazioni, aziende e professionisti nella comunicazione internazionale attraverso servizi di traduzione e interpretariato.
L’esperienza maturata negli anni si unisce oggi alle nuove tecnologie per offrire soluzioni linguistiche sempre più efficienti, mantenendo al centro ciò che nessuna tecnologia può dare da sola: competenza, attenzione al contesto e sensibilità linguistica e culturale.